Nell’ultimo decennio si sta assistendo allo sviluppo in massa di un fenomeno: la pirateria informatica, che consiste nell’accesso non autorizzato a dati riservati, la modifica e poi la copia di software o altro materiale digitale. E poi un’altra cosa importante riguarda i siti: non si è mai a conoscenza di chi ci sia dietro. Quali sono i rischi che si corrono nell’utilizzo di questi mezzi? A fare luce su questo è Gianfranco Pinos, ispettore della polizia postale in congedo, tra i massimi esperti in materia che ha raccontato ai ragazzi quella che è stata la sua attività quando ricopriva l’incarico di investigatore.

Per quale motivo secondo lei il fenomeno della pirateria è così diffuso?
«C’è sempre stato, ora si è più attenti a questo, ma in ogni caso si è diffuso più velocemente rispetto ad alcuni anni fa. C’è differenza tra essere hacker ed essere cracker».
Per quale motivo viene così severamente punito e considerato illegale?
«Bisogna pensare a come viviamo noi le regole, cioè quasi come una limitazione della libertà. Bisognerebbe invece pensare alle regole come diritti da cui poi scaturisce un dovere. Oggi si usa il termine navigare perché è sinonimo di muoversi senza regole. Oggi molti governi hanno provato a controllare la rete ma è complicatissimo».
Trova giusto “abusare” della pirateria?
«Ciò che non è giusto, è non rispettare lo spazio vitale dell’altro. Un hacker che usa i suoi programmi solo per il gusto di violare le informazioni degli altri non è corretto».
Come si potrebbe risolvere questa situazione?
«Crescere come cittadini. Bisogna capire “perchè faccio questa cosa?” e se la posso fare? E’ necessario ragionare sempre con la propria testa».

Alessandro Izzo
Luca Priori
Giorgia Scognamiglio
Tiziana Caffi
Renzo Coluzzi