Nelle strutture sanitarie pubbliche di Latina, come in tutte le città italiane, i tempi delle liste d’attesa sono insostenibili per gli utenti. Da svariati anni ormai, i cittadini sono costretti ad aspettare mesi (a volte di più) prima di poter ottenere una visita, che si tratti delle semplici analisi del sangue fino ad arrivare alle lastre, ecografie, Tac, risonanze e altro. Le liste di attesa di alcuni esami sono occupate persino per tutto l’anno. Ciò vuol dire che bisogna aspettare più di dodici mesi prima di essere visitati e intanto la patologia potrebbe aggravarsi.

Questo è un danno per tutti gli utenti, ma soprattutto per le persone con patologie più gravi e per i meno abbienti, costretti ad andare da medici privati sebbene abbiano scarse possibilità economiche.
Si può, in un capoluogo di provincia come Latina, mettere in difficoltà così tante persone? Per non parlare poi delle condizioni pessime in cui è ridotto il pronto soccorso e alcuni reparti dell’ospedale Santa Maria Goretti. Tanti utenti – ormai è all’ordine del giorno – sono costretti ad aspettare nei corridoi che si liberi un posto in reparto e rimangono in questa situazione per giorni interi, sdraiati su barelle.
Alcuni pazienti, se il problema non è grave, preferiscono andare in altri centri di primo soccorso anche se non vicini. Il vero dilemma si presenta quando c’è un malore improvviso e non si può perdere tempo con gli spostamenti.

Alcune informazioni a riguardo sono state fornite dalla testimonianza di un uomo di 45 anni – F.N. le sue iniziali – che, mentre svolgeva il suo lavoro si è rotto il polso. E’ andato immediatamente al Pronto Soccorso, dove ha dovuto prendere il numero e attendere. Ha atteso ben 48 ore, seduto in una stanza, senza essere sottoposto ad esami o visite. Solo dopo due giorni è stato operato.
Questo è solo un esempio, di quello che sono costretti a vivere i cittadini che non possono trovare una soluzione, se non inviare una segnalazione alle autorità.
Ma gli utenti non devono darsi per vinti, la speranza è l’ultima a morire. Dunque è importante che gli amministratori non restino più indifferenti al problema, ma intervengano per migliorare una situazione ormai invivibile sia per gli operatori che per i cittadini.

Marianna Araganese
Martina Felci
Giorgia Nanetti
Lorenza Sarrapochiello
Mattia Tedeschi