È un fenomeno poco noto in Italia: si tratta del cosiddetto “arredo urbano ostile”, cioè una serie di scelte architettoniche che cercano di contrastare il degrado urbano derivante dal disagio sociale. Esiste una categoria di architettura ostile chiamata “unpleasant design” il cui scopo è evitare che i senzatetto sostino nei luoghi pubblici e che prevede le seguenti soluzioni: panchine costruite in modo da far desistere i senzatetto dal dormirci sopra, realizzate senza spalliera e con fessure che le rendono scomode.

Sono inoltre stati costruiti cancelli o pannelli a ridosso degli ingressi degli edifici, il cui scopo è creare una barriera che impedisce l’ingresso e la sosta dei senzatetto durante la notte. Questo accade soprattutto nelle chiese – come nella Cattedrale San Marco – luoghi che dovrebbero accogliere i bisognosi invece di allontanarli.

Poi c’è il singolare caso dell’ex mercato coperto in via Don Morosini, che per diversi anni è diventato un vero e proprio “dormitorio” per i senzatetto, molti dei quali non hanno voluto mai lasciare il loro giaciglio di fortuna nonostante i solleciti del Comune. Per questa ragione, mesi fa, l’ente di piazza del Popolo ha deciso di far installare un pannello che impedisse l’accesso alle scale, per prevenire gli atti vandalici, l’accumulo di rifiuti e il pernottamento dei senzatetto.

L’assessore al Decoro, Emilio Ranieri, ha spiegato che il provvedimento è stato adottato in collaborazione con altri servizi comunali, allo scopo di dialogare con le persone senza fissa dimora ed invitarle ad usufruire dei servizi comunali, come il dormitorio. Quest’anno almeno 60 persone hanno bisogno di assistenza quotidiana. A chiedere rifugio sono anche donne con vite difficili e vittime di violenza. Ma come si diventa un senzatetto? La principale causa è sicuramente legata alle difficoltà economiche, ma tra le cause scatenanti ci sono anche i fenomeni come la dipendenza dalle droghe e dall’alcool, oppure i disturbi mentali. Ultima, ma non meno importante tra le cause di disagio economico, è la perdita del lavoro. Oggi Latina, da città dell’accoglienza quale è stata nel corso della sua giovane vita, sta diventando una città ostile. Una città che, per la paura, diventa più sola. I cancelli non offendono gli altri ma noi stessi. Le colpe? Il cattivo è sempre l’altro. «A volte questi arredi contribuiscono a creare un panorama ostile – spiega l’assessore Ranieri – e finiscono per penalizzare chi ha poche possibilità. Come Comune però noi offriamo il Pronto Intervento Sociale che è composto da operatori sociosanitari che aiutano i senza-tetto a trovare un posto al chiuso. Abbiamo dovuto utilizzare questo tipo di arredi perché alcune persone non volevano farsi aiutare, volendo vivere così, e creando i presupposti per una situazione insostenibile. A volte non è nemmeno facile mettere insieme queste persone, che hanno vissuto disagi molto forti. Quest’inverno sono stati presenti sul territorio ben due dormitori, uno dei quali istituito per l’emergenza freddo, dove sono state ospitate circa 80 persone. In questo campo gli investimenti devono seguire degli standard: le strutture e gli arredi devono garantire sicurezza per chi ci sosta, usufruire della manutenzione delle aziende che le montano e devono essere anti-bivacco. Il costo che spende il Comune per il degrado urbano ammonta a circa 1 milione di euro l’anno».

 

Manar Berd
Azzurra Trabelsi
Nicolas Gentile
Giulio Menossi
Isabella Rusu