L’articolo 13 della direttiva sul copyright è stato uno dei più discussi dal Parlamento Europeo, in quanto riguardava il delicato argomento del diritto d’autore e della creatività. Dopo una votazione a inizio luglio, in cui questa normativa è stata bocciata per delle formulazioni ambigue, l’11 settembre il Parlamento ha approvato il documento. «È un buon segnale per l’industria creativa e culturale europea», dichiara il popolare tedesco Axel Voss. Gli europarlamentari italiani hanno approvato a maggioranza la normativa, nonostante Lega e Movimento 5 stelle abbiano votato totalmente a sfavore. La direttiva è stata pensata allo scopo di aggiornare le regole sul diritto d’autore, ferme al 2001. L’obiettivo è che la versione finale sia equilibrata e positiva in un’ottica di modernizzazione della legislazione sul copyright. Una rappresentante del Servizio Ricerca del Parlamento Europeo spiega, in un corposo briefing, che la direttiva in vigore risale al 2001, ma ha faticato ad adattarsi all’ambiente digitale. Di qui la decisione della riforma. I favorevoli all’articolo prospettano che ogni fornitore di servizi debba mettersi d’accordo con le case per dotarsi di una licenza e di un sistema simile a contest ID, il sistema utilizzato da Youtube per eliminare i video che violano il copyright. I contrari però hanno ribadito che per sviluppare Contest ID Youtube ha speso milioni di dollari e che il suo servizio non è preciso. È improbabile che le piattaforme riescano a dotarsi di un sistema analogo.
Ora la direttiva sarà analizzata nei negoziati. C’è ancora la possibilità che non sia adottata nel caso in cui uno o più Stati si mettano di traverso. I negoziati potrebbero durare più di un anno.

Alessandro Izzo
Luca Priori
Giorgia Scognamiglio
Tiziana Caffi
Renzo Coluzzi